Un approfondimento ragionato che vuole aiutare a comprendere meglio lo stato dell'arte di un pianeta in affanno e della sua popolazione ancora in gran parte inerme

La sostenibilità spiegata da mia madre, anzi da mia nonna

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Fino ai primi anni ‘70, le buone pratiche domestiche non erano dettate dal cambiamento climatico, dalla troppa CO2 emessa o da preoccupazioni che oggi ci stanno facendo correre ai ripari, si applicava la sostenibilità per aver vissuto il dopoguerra, perché erano pratiche tramandate di generazione in generazione e anche per pura logica.

Il cibo era il settore principe nel quale mia nonna dava il meglio di sé. Pur avendo solo qualche piccolo balcone a disposizione, coltivava erbe aromatiche in “graste” che emettevano profumi esilaranti. Basilico, peperoncini e rosmarino la facevano da padrone, ma anche mentuccia, prezzemolo e citronella contribuivano a profumare la biancheria stesa. Frutta e verdura giungevano a casa dei nonni esclusivamente dai contadini della zona, come le uova, il pollo nostrano e il pesce dai pescatori sotto casa. L’inconsapevole attitudine di mia nonna riduceva la necessità di acquistare prodotti industriali con il trasporto associato, diminuendo l’impatto ambientale.

Mia nonna era anche esperta nella conservazione del cibo utilizzando tecniche come la stagionatura, l’essiccazione, la salatura e la fermentazione per prolungare la durata di prodotti freschi e prevenire gli sprechi. E le sue ricette anti-spreco? Era abile nel trasformare gli avanzi di cibo in nuovi piatti gustosi, evitando di buttare via molte cose: il pane raffermo veniva utilizzato per preparare pan grattugiato o budini, mentre le verdure avanzate diventavano minestre o salse. E se proprio avanzava qualcosa dagli stessi avanzi, le galline ne facevano carburante per le nostre uova.

Mia nonna non gettava via i vestiti o gli oggetti danneggiati, li riparava con cura e inventiva prolungandone la vita utile, questo riduceva la necessità di acquistare nuovi prodotti e la produzione di rifiuti. E quando non danneggiati li riciclava ai più piccoli della famiglia, economia circolare handmade.

Il suo riciclo creativo dava nuova vita a oggetti vecchi e scarti, trasformandoli in utensili utili o semplici decori. Barattoli di vetro diventavano contenitori per conserve o portapenne, mentre vecchie stoffe venivano utilizzate per realizzare, con il patchwork, coperte o cuscini. L’attenzione negli acquisti era maniacale, nonna Rina sceglieva prodotti durevoli e di alta qualità che duravano nel tempo, evitando quando possibile, l’obsolescenza programmata (già a quei tempi presente su alcuni prodotti tecnologici) e gli sprechi associati.

In quanto a stile di vita le nonne in genere camminavano, usavano la bicicletta o i mezzi pubblici per spostarsi, riducendo l’inquinamento atmosferico causato dai veicoli privati. Il loro consumo consapevole le rendeva frugali, utilizzavano le risorse con parsimonia evitando gli sprechi di acqua, energia e altri beni. Gli insegnamenti a noi nipoti vertevano sull’importanza di rispettare l’ambiente, ci incoraggiavano verso comportamenti eco-compatibili come il riciclaggio, il risparmio idrico mentre facevamo la doccia o più semplicemente ci lavavamo i denti, la cura del verde e tante altre piccole grandi attenzioni, anche solo con l’esempio del loro buon fare.

Valorizzare la saggezza tradizionale per riconoscere e riscoprire le conoscenze e le pratiche sostenibili tramandate dalle generazioni passate, è un punto di partenza per affrontare nel quotidiano il cambiamento climatico in atto. L’educazione alla sostenibilità trasmette alle nuove generazioni l’importanza del rispetto per l’ambiente e incoraggia comportamenti eco-compatibili privilegiando prodotti locali, durevoli e realizzati con metodi sostenibili, supportando un’economia più circolare che le nostre nonne applicavano senza conoscerne il termine.

L’eredità sostenibile delle nostre nonne rappresenta una risorsa preziosa per costruire un futuro più rispettoso dell’ambiente e delle generazioni che verranno. Adottando i loro principi e adattandoli alle esigenze del mondo contemporaneo, possiamo dare vita a un cambiamento positivo e duraturo. Le pratiche sostenibili delle nonne non solo erano rispettose dell’ambiente ma, attraverso l’insegnamento di valori importanti come la frugalità, l’inventiva e il rispetto per le risorse, in un mondo alle prese con le sfide della sostenibilità c’è da trarre ispirazione dalla saggezza e dalle loro abitudini per costruire un futuro più verde e resiliente. Abbiamo vissuto tempi in cui famigliari a noi cari agivano con parsimonia e rispetto, era la sostenibilità al tempo delle nonne.

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