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In un’epoca in cui la transizione ecologica e digitale non è più un’opzione ma una necessità, i festival e gli eventi culturali stanno assumendo un ruolo sempre più strategico come megafoni di buone pratiche. Non si tratta solo di promuovere contenuti artistici o culturali, ma di ripensare radicalmente il modo in cui questi eventi vengono progettati, organizzati e comunicati.
Questo è stato il cuore del ciclo di webinar recentemente concluso, dedicato a percorsi di capacity building per la transizione ecologica delle organizzazioni culturali pubbliche e delle imprese culturali e creative.
Sostenibilità come asse portante
Integrare pratiche sostenibili nella filiera degli eventi non è più solo una scelta virtuosa ma un imperativo etico e professionale. Ciò significa considerare ogni fase – dalla produzione all’allestimento, dalla mobilità del pubblico alla gestione dei rifiuti – in un’ottica di riduzione dell’impatto ambientale.
Sono sempre più numerosi gli esempi virtuosi di festival che adottano strategie ecologiche: catering a km zero, materiali scenografici riciclati o riciclabili, digitalizzazione di brochure e programmi, compensazione delle emissioni di CO₂. Ma per passare da iniziative sporadiche a una vera cultura della sostenibilità, è fondamentale il contributo di nuove figure professionali, capaci di coniugare competenze ambientali, creative e organizzative.
Nuove competenze per nuove sfide
La transizione in corso richiede una ridefinizione dei profili professionali coinvolti nella progettazione e gestione degli eventi. Accanto alle tradizionali figure tecniche e artistiche, emergono professioni ibride: esperti in green management, facilitatori culturali, progettisti della sostenibilità, data analyst per il monitoraggio dell’impatto, comunicatori specializzati in storytelling ambientale.
Queste figure diventano ponti tra mondi diversi – artigianato e tecnologia, cultura e impresa, locale e globale – e rendono possibile una collaborazione trasversale, elemento chiave per affrontare le sfide complesse del nostro tempo. Nessun evento sostenibile può essere progettato da soli: serve un ecosistema di competenze che dialogano.
La comunicazione come leva di cambiamento
Uno degli aspetti più rilevanti emersi nel confronto è il ruolo della comunicazione. Non basta adottare pratiche sostenibili: bisogna saperle raccontare in modo autentico, trasparente e coinvolgente. I festival hanno il potere di ispirare comportamenti virtuosi, sensibilizzare il pubblico e influenzare le abitudini collettive. La narrazione della sostenibilità deve quindi diventare parte integrante dell’identità dell’evento, coinvolgendo anche i partner, gli artisti, il pubblico.
Normative e misurazione dell’impatto
Nel quadro di questa evoluzione, è fondamentale conoscere e applicare le normative ambientali in costante aggiornamento. Tra queste, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresentano oggi un punto di riferimento imprescindibile nella progettazione di eventi sostenibili, soprattutto quando si lavora con fondi pubblici o in contesti regolamentati. Ma oltre alla conformità normativa, è sempre più necessario misurare l’impatto ambientale degli eventi – dai consumi energetici alla produzione di rifiuti – attraverso indicatori chiari e strumenti di monitoraggio.
Solo ciò che si misura si può migliorare. E solo ciò che si comunica in modo efficace può generare un cambiamento culturale duraturo.
Verso un futuro più verde e condiviso
I festival e gli eventi non sono solo occasioni di incontro, ma laboratori di futuro. Se progettati con visione e responsabilità, possono diventare piattaforme concrete per promuovere la sostenibilità, rafforzare il tessuto sociale e valorizzare le competenze locali. La sfida è grande, ma lo è anche la ricchezza del capitale umano e creativo che il settore culturale sa esprimere.
Investire in formazione, in reti di collaborazione e in innovazione sostenibile significa costruire un nuovo modello di sviluppo culturale, capace di generare impatto positivo, bellezza e consapevolezza. Un modello in cui il pubblico non è solo spettatore, ma parte attiva di una trasformazione collettiva.
Finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del Progetto NGEU – Next Generation EU attraverso i fondi destinati al PNRR – Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, Miss. 1, Investimento 3.3., il progetto è stato organizzato da GUESS – Gruppo Urbano Eventi Sostenibili Siena, insieme a Comune di Siena, Fondazione MPS, Siena Art Institute, Pro+, TVSpenta.
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