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Il termine “sostenibilità” è ormai consueto e al tempo stesso inflazionato, è quasi diventato una moda declinata in tutte le salse, ma ancora poco compresa profondamente dai più. Per questo motivo nasce “La sostenibilità spiegata a mia madre”, vuole essere un compendio ragionato di esperienze attinte dai più svariati campi e applicabili in tanti altri, per far sì che possano essere copiate, adattate, modificate, a seconda dei più svariati scopi, per ottemperare al primo comandamento della legge non scritta sulla sostenibilità, comunicare.
In origine il termine sostenibilità era riferito alle attività economiche che permettevano guadagni nel corso del tempo auto sostenendosi. Da un po’, al fattore economico sono stati associati anche quello sociale e ambientale, per definire la sostenibilità e cercare di tutelare il futuro delle prossime generazioni dal clima che ha già cominciato a manifestare avvisaglie di estremo cambiamento.
È un work in progress il mondo della sostenibilità, che si dipana in tutti i settori delle nostre vite. “La sostenibilità spiegata a mia madre” non vuole peccare di presunzione abbracciando tutto lo scibile dei vari settori, vuole però essere uno strumento divulgativo per catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’argomento, per leggere di sostenibilità, per poi fare sostenibilità e quindi definirsi più sostenibili.
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